• Antonella Grandicelli

#andandoazonzo: passeggiata a Norimberga sotto la pioggia

di Antonella Grandicelli


Avete presente quei film nei quali le scene sono girate sempre di notte, in città dove le uniche luci sono i lampioni o i neon delle insegne? Ecco, questa è la mia conoscenza di Norimberga. Se non fosse per l’atmosfera medievale, mi sembrerebbe di essere in Blade Runner!

Frequento questa città da ormai alcuni anni per lavoro e posso dire di averla vista solo ammantata dall'oscurità o al massimo avvolta dal crepuscolo. Ho di lei quindi un’immagine notturna. Assolutamente suggestiva, anche se probabilmente un po' troppo romantica.

Norimberga, nella Franconia tedesca, è oggi uno dei maggiori agglomerati urbani della Baviera con oltre mezzo milione di abitanti. Città moderna, laboriosa, con una forte impronta commerciale, conserva un centro storico medievale tra i più belli della Germania. Certo non si può negare che molta parte di quello che si vede sia stato ricostruito, dopo che la fine della Seconda Guerra Mondiale l’aveva lasciata un cumulo di macerie fumanti, ma la ricostruzione è stata comunque eseguita con rispetto dell’immagine storica.


Comincio la mia passeggiata nella Altstadt, la città vecchia, emergendo dal sottosuolo all’uscita della U-Bahn, la metropolitana tedesca. Mi ritrovo così all'interno dei 5 km della cinta di doppie mura che la circondano.

Appena entrata, a sinistra, un portale ad arco mi lascia intravvedere delle graziose case a graticcio e, vista la mia passione per tutto quello che ha sapore di Medioevo, mi ci infilo subito con grandi aspettative. Si tratta del pittoresco quartiere di Handwerkehof. È la perfetta ricostruzione del vero quartiere medievale degli artigiani, anch'esso distrutto durante i bombardamenti.

Una tozza torre cilindrica, le case a graticcio, piccoli negozi di artigiani e locali dove gustare le tipiche salsicce sono quello che viene offerto ai visitatori. Bisogna lasciarsi catturare dall'atmosfera, altrimenti sembrerà di essere dentro a niente più di una scenografia, con tutti gli elementi posti ad arte per dare al turista l’impressione di passeggiare nel passato. E purtroppo questa è un po’ la sensazione che prevale.




Ritornata sui miei passi, risalgo lungo la Königstraße, la via principale, dove si affacciano negozi di prodotti caratteristici e di giocattoli in legno - Norimberga è la capitale mondiale del giocattolo - e birrerie famose come il Barfüßer, dove se non prenoti con qualche mese d’anticipo non riesci nemmeno a varcare la soglia. Se però non sei amante dello stinco, della spalla di maiale o delle Bratwürst, le famose salsicce, resterai deluso perché la cucina non è poi così varia.


Entro nell’area pedonale, dove passeggiare è davvero rilassante. Nel pomeriggio ha piovuto e anche ora, a tratti, viene giù qualche goccia sottile, che rende l’aria brumosa e lucide le pietre della strada. Mi ritrovo così davanti alla Lorenzkirche, la protestante chiesa gotica di San Lorenzo, tutta guglie appuntite, illuminata da una luce fioca e gialla, che la rende quasi un fantasma. A dar un po’ di colore, la frutta e la verdura esposte da un ambulante che creano un contrasto molto vivace.



Sopra il Museums-Brücke si attraversa il fiume che passa per Norimberga, il Pegnitz. Le luci che si specchiano sull’acqua, le antiche case che ne circondano le sponde, le anse che il fiume crea passando tra di esse, questo davvero mi fa sentire in una dimensione fuori dal tempo e mi rapisce. Nonostante molte siano le persone che vi transitano, questo luogo è immerso nel silenzio e in un’atmosfera antica. Rimango qualche minuto ad osservare e faccio una foto che avrò già fatto cento volte uguale eppure ogni volta mi sembra irrinunciabile, tale è l'incantesimo.



Proseguo la mia passeggiata per raggiungere la Hauptmarkt, la piazza principale lastricata di pietre, dove si affaccia l’antica Frauenkirche, la chiesa di Nostra Signora, questa volta cattolica, anch’essa bellissimo esempio di gotico tedesco. La piazza è abbastanza vuota, fatta eccezione per qualche passante frettoloso, perché la pioggia ha ricominciato a cadere più fitta. Qui di solito si possono trovare mercatini con ambulanti che vendono frutta, souvenirs, chioschetti dove assaggiare velocemente il pane con i wurstel o i mitici

Lebküchen, biscotti morbidi e speziati.


Mi avvicino rapida alla Schöner Brunnen, la bellissima fontana di quasi venti metri, ricchissima di figure bibliche scolpite, sulla quale si narra una famosa leggenda: se si gira l’anello in ottone si riceverà in cambio tanta fortuna. Non ho mai capito se il folclore di queste superstizioni sia nato nel passato o creato dal marketing turistico dei giorni nostri per dare a tutto un manto di magia. Ma una volta l’ho fatto anch’io, lo ammetto!



Decido di tornare indietro, perché la pioggia si fa più insistente e resto colpita dall’insegna luminosa della Literaturhaus, sulla Luitpoldstraße. È un locale un po’ vetusto ma con un suo fascino, dove scopro che si tengono incontri letterari con moltissimi autori e si fanno Lessung, letture con appassionati lettori che qui si incontrano e condividono la propria passione. A parlarmene è Andrea, un simpatico cameriere calabrese che vive ormai a Norimberga da molti anni. Mi dice che si trova molto bene, ha imparato il tedesco e ha trovato anche una moglie. Mi confessa però che la sua prima fidanzata era un po’ troppo “tedesca” e non ci si trovava proprio, mentre con quella che è ora sua moglie, che è vissuta anche in Italia e parla italiano, ha trovato subito una bella intesa. Insomma, come dire “moglie e buoi almeno un po’ dei paesi tuoi”, all'italianità non possiamo proprio rinunciare.

Chiacchierando mentre sorseggio l'immancabile birra, scopro che in Germania la qualità della vita è piuttosto buona. Andrea mi conferma che, per chi ha voglia di mettersi in gioco, il lavoro c’è e lo stipendio può arrivare anche ad essere di quattromila euro al mese. Mica male per un ragazzo giovane che in Italia queste cifre non le vedrebbe nemmeno da lontano!

Termino il mio tardo pomeriggio norimberghese cenando in una delle tante Stübe. Sono locali molto spartani, con tavoli e panche di legno, luci basse e vociare allegro, frequentate da turisti ma anche dagli abitanti stessi. In una tavolata a fianco a me si sta festeggiando un addio al nubilato, ma stranamente ci sono uomini e donne insieme e mi diverto a cercare di indovinare chi sia lo sposo promesso alla giovane ragazza che si aggira tra i tavoli indossando già il velo da sposa.


La cameriera si avvicina per prendere l’ordinazione: ha un aspetto decisamente teutonico, che nemmeno il bel vestito tipico riesce a ingentilire, ed è decisamente contraria al sorriso, perlomeno in servizio. Ma, a un certo punto, mi fa un regalo inaspettato: inquadrata dal vano di un’apertura verso la cucina, con i boccali della birra in mano, mi regala un’immagine straordinaria e indimenticabile. E mi lascia la sensazione viva di essere la fortunata e occasionale spettatrice di un quadro del Seicento mai dipinto eppure reale. Scherzi di una sera a Norimberga!

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