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HUMAN LIBRARY: dove i libri hanno voce



Luoghi dove custodire le storie


Quando entriamo in una biblioteca lo facciamo perché siamo spinti dalla curiosità, dal desiderio o magari anche dalla necessità di conoscere l’altro da noi. Attraverso i libri ci arrivano storie diverse dalle nostre o forse uguali, scopriamo esistenze di cui non sapevamo nulla o in cui potremmo trovare tratti simili a ciò che stiamo vivendo, esperienze che ci aprono ad altri universi e allargano la nostra percezione del mondo. Che sia dunque per conoscere o ri-conoscere, la biblioteca è un luogo di incontro e di apprendimento, per avvicinare il diverso e trovare dei punti comuni che non interrompano la comunicazione tra esseri umani.

Human Library, sfogliare i libri viventi


È con questo fine che nel 2000 è nata a Copenaghen la Human Library , la prima “biblioteca umana” della storia. L’iniziativa, la cui paternità è della ONG danese STOP THE VIOLENCE, si propone di fare la stessa cosa che fanno le biblioteche tradizionali, ossia dare libri in prestito. Solo che in questo caso non parliamo di veri e propri tomi cartacei, volumi pesanti o polverosi, ma di libri in carne ed ossa. No, non avete capito male, si tratta proprio di libri-persone. Perché se è vero che ogni libro è una storia, è altrettanto vero che anche ogni vita umana lo è.


Non giudicare un libro dalla copertina


Che cos’è un libro-vivente? Si tratta di persone con vissuti particolari, che hanno dovuto combattere con pregiudizio, violenza, emarginazione sociale, che sono state discriminate per razza, religione, tendenze sessuali, malattie o disturbi cognitivi. Queste persone si propongono come personaggi della propria narrazione per sconfiggere i luoghi comuni che li riguardano, che sono radicati nella società e impediscono ad essa di crescere nell’accoglienza della diversità e nella comprensione del prossimo. Hanno dunque la stessa funzione dei libri, combattere l’ignoranza.

Il meccanismo è semplice: la Human Library propone un evento della durata massima di un paio di giorni, durante il quale mette a disposizione dei lettori i propri “libri viventi”. Chi è interessato a conoscere una storia, avrà una mezz’ora per sentirsela raccontare direttamente dalla voce di chi l’ha vissuta. Ed avendo questa biblioteca carattere itinerante, saranno le storie a spostarsi e a raggiungervi, così come fanno i libri che passano di mano in mano.


Narrare è combattere il pregiudizio


Il catalogo della Human Library comprende omosessuali, transgender, musulmani, rifugiati politici, dislessici, disabili, ebrei, neri, schizofrenici, senzatetto, persone affette da autismo, sindrome di Down, disturbi bipolari, disoccupati, madri single, vittime di abusi e tante, tantissime altre storie.

Queste persone si siederanno davanti a voi e vi racconteranno la loro esperienza, i loro punti di vista, la loro posizione nel mondo. Lo faranno offrendosi come testimonianza viva di ciò che sono e di ciò che hanno vissuto. Tutto questo per ridurre le distanze da chi vive intorno a noi e di cui noi spesso ignoriamo le difficoltà, i percorsi, le emozioni. Per ampliare la nostra conoscenza del mondo ed attenuare la paura del diverso. Per rompere degli schemi preconcetti di cui siamo vittime ed essere tutti più liberi in un mondo libero.


Diventare un libro vivente


Lo speciale catalogo della Human Library è dinamico, sempre in movimento, si arricchisce di nuove storie e nuovi narratori. Infatti questa particolare iniziativa può coinvolgere sia come lettori che come “libri viventi”. Hai dovuto combattere nella tua vita contro stereotipi e discriminazioni? Senti di avere una storia da condividere che possa aiutare a comprendere la tua esperienza e a scacciare i demoni dell’intolleranza e del pregiudizio? È sufficiente recarsi sul sito della Human Library e compilare il questionario che ti verrà proposto raccontando perché hai deciso di diventare un libro vivente e combattere così la tua battaglia contro il luogo comune e l’ignoranza. E aiutare gli altri a farlo con te.

Perché a questo serve la narrazione dalla notte dei tempi: sconfiggere le paure, oltrepassare i limiti, aprirsi al nuovo e allargare il proprio orizzonte. La comprensione è il primo passo verso il progresso, la com-passione il primo passo verso la tolleranza.


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